La Disinformazione è l’Oppio dei Popoli…

📰Sembra sia diffuso il problema per il quale oggi non importa quanto sia vera una notizia o una informazione, è solo importante conoscerla prima degli altri.
Una velocità che rallenta lo sviluppo in termini di cultura, di apprendimento e ricerca della verità.
Così l’utente decide di aderire a quell’informazione più confortevole, che sembra essere stata scritta proprio per lui, per il momento di vita che sta affrontando e non importa più capire quanto sia vera, quando e da chi sia stata pensata. Ora, finché si diffonde la notizia secondo la quale lo zenzero ha diversi effetti benefici e la melissa rilassa va bene, ma se si diffondesse in qualche modo l’informazione per la quale sono la nuova incredibile cura contro il cancro, beh i danni che ne conseguirebbero sarebbero irreparabili.
La disinformazione è l’oppio dei popoli perché in un momento di confusione e disorientamento sono disposta ad ascoltare solo chi mi dice ciò che voglio sentirmi dire. (spostare il problema) Ecco bisogna stare attenti a cosa si comunica, al come lo si comunica ed in che contesto.
“L’overdose di informazione” digitale non deve sgretolare la capacità di autovalutazione delle persone, anzi deve essere vista come una leva per ristabilire l’interesse e la curiosità verso la ricerca della verità dentro e fuori dalla rete 🗞
Comunicare, soprattutto attraverso mezzi di diffusione di massa, è come camminare in un campo minato, bisogna stare attenti a dove mettere i piedi per evitare il rischio di esplosione ad ogni passo. Che poi tutto ci riporta all’ancestrale domanda: è meglio una brutta verità o una bella bugia?
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