Siamo noi ad essere dipendenti dai social o sono i social a dipendere da noi?

📲 Siamo noi ad essere dipendenti dai social o sono i social a dipendere da noi?
La domanda è di marzulliana maniera e la risposta vive nel mezzo unendo le due domande attraverso la considerazione che a riempire il contenitore virtuale sono i contenuti dei creators, che non sempre hanno qualcosa da dire o da raccontare ma lo usano per dimostrare di avercela fatta senza essere andati da nessuna parte.
PROPRIO COME SE FOSSE ANTANI IN ASTRAZIONISMO FANDATO!
CI AVETE CAPITO QUALCOSA? Bene, nemmeno io.
Ma è proprio questo il punto: la confusione! Non c’è niente da capire, ma solo da vedere, emulare e se possibile fare meglio.
E sebbene si parli per aforismi, frasi fatte, luoghi comuni e politically correct, si dice “l’importante è essere se stessi” e si legge “è importante che funzioni”. La connessione h24 ci ha assuefatto alla perfezione e spesso ci si dimentica che i social sono un magazine, pura NARRATIVA. 🕛
📖 È come un libro pieno di storie inventate, personaggi fantastici e supereroi straordinari alle prese con le proprie avventure, con la sola differenza che una volta chiuso il libro, si è consapevoli che è solo fantasia.
Ma con Instagram non succede e il “supereroe” influencer preferito diventa un riferimento reale, un amico che ci sembra di conoscere e di preferire a quelli in carne ed ossa, perché con i suoi racconti accende una morbosa curiosità intorno alla sua vita e ci spinge a volerne sapere sempre di più ed essere in pari con lo stile e il pensiero. Sembra non esserci distanza, se non con la vita reale.
Attenzione però a non far diventare la social addiction la vostra kriptonite!
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